NASCE UN CULT

Ma il nostro prode Whedon non si era certo dato per vinto: dopo aver lasciato calmare le acque si ripresenta alla Warner Bros con l’idea di rivalutare la sua idea, questa volta con più cura, più attenzione, badando molto di più all’inerenza dell’immagine fotografica con i temi e i simboli trattati. La Warner storce il naso, ma decide di dare una possibilità alla produzione Whedon, concedendogli dodici puntate dodici in televisione per risuscitare la sua eroina. Il prode si dà da fare: mette su una produzione coi fiocchi, si circonda di professionisti eccellenti (su tutti il supervisore della regia televisiva Thomas Kretschmann) ed effettua un casting attento e ponderato, basato sulla sua vera idea di ciò che sarebbe stato “Buffy – The Vampire Stayer”.

Il pubblico pare apprezzare e il profumo di soldi che aleggia in casa Warner spinge la produzione a finanziare una seconda serie di 22 puntate come prova del nove del fatto che Whedon aveva visto giusto e creato ancora meglio (almeno…Nel modo giusto).

 

Massimo

 

 

Nella foto: fotogramma dell'episodio pilota di Buffy (l'attrice sulla destra è una mai più vista versione di Willow...)


 

 

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